
La Gran Turismo con un'anima V12
Storia: La visione audace di Lamborghini a quattro posti
Negli anni '60, Lamborghini stava ampliando la sua gamma di modelli oltre la Miura e la 400 GT. L'obiettivo era creare una GT veloce e confortevoleche potesse ospitare quattro passeggeri mantenendo le prestazioni tipiche del marchio. Ispirata al concept Lamborghini Marzal del 1967,
l’Espada debuttò al Salone di Ginevra del 1968, offrendo un’alternativa più pratica rispetto alle tipiche sportive a due posti di Lamborghini.
Durante i suoi dieci anni di produzione, Lamborghini perfezionò l’Espada in tre serie distinte:
Serie I (1968–1970): primi modelli con 325 CV e cruscotto distintivo.
Serie II (1970–1972): interni migliorati, 350 CV e raffreddamento ottimizzato.
Serie III (1972–1978): stile aggiornato, cambio automatico opzionale e servosterzo.
Con 1.217 esemplari prodotti, l’Espada è diventata uno dei modelli Lamborghini di maggior successo dell’epoca.
Design: Un capolavoro di Marcello Gandini
Il design dell’Espada, creato da Marcello Gandini per Bertone, è diverso da qualsiasi altra Lamborghini. La posizione bassa e larga,gli angoli netti e il lungo passo le conferiscono una presenza su strada imponente. Una delle sue caratteristiche più distintive è l’ampio lunotto posteriore in vetro,
che migliora la visibilità e contribuisce al suo aspetto futuristico.
L’abitacolo è stato progettato per offrire comfort, con rivestimenti in pelle lussuosi, un cruscotto ben attrezzato e tanto spazio per quattro adulti.
Le versioni successive introdussero materiali più raffinati e il servosterzo opzionale per migliorare l’esperienza di guida.
Esperienza di guida: Potenza e comfort
Nonostante la sua vocazione da gran turismo, l’Espada resta una vera Lamborghini nell’anima. Il suo motore V12 da 3,9 litri, con una potenza fino a 378 CV,offre un'accelerazione entusiasmante e una velocità massima di 245 km/h (152 mph). Il cambio manuale a cinque marce garantisce un’esperienza di guida coinvolgente,
mentre il cambio automatico opzionale introdotto nella Serie III era pensato per chi cercava un’esperienza più rilassata.
Le sospensioni a doppi bracci oscillanti assicurano una guida fluida e i freni a disco su tutte le ruote offrono una frenata efficace.
Pur essendo più grande e pesante rispetto ad altre Lamborghini, l’Espada mantenne un’agilità sorprendente per una GT a quattro posti.
Curiosità
Il nome: “Espada” significa “spada” in spagnolo, in riferimento all’arma usata dai matador, proseguendo la tradizione Lamborghini di trarre ispirazione dalla corrida.Il legame con la Marzal: Il design dell’Espada fu fortemente ispirato al concept Lamborghini Marzal, con carrozzeria futuristica e ampie superfici vetrate.
Prima Lamborghini con cambio automatico: L’Espada Serie III fu la prima Lamborghini a essere offerta con un cambio automatico,
rendendola più interessante per gli amanti del gran turismo.
Design interno unico: I primi modelli di Espada avevano un cruscotto esagonale, una scelta stilistica futuristica tipica dell’opera di Gandini.
Approvazione reale: Il Principe di Monaco, Ranieri III, fu tra i famosi proprietari di un’Espada, consolidandone lo status di GT di lusso.
Una Lamborghini pratica: Nonostante fosse un’auto sportiva ad alte prestazioni, l’Espada vantava un bagagliaio spazioso, rendendola una delle Lamborghini più pratiche mai costruite.
Stella del cinema: L’Espada è apparsa in diversi film e serie TV, tra cui “The Man Who Haunted Himself” (1970) con Roger Moore.
Eredità
La Lamborghini Espada resta un’icona di culto, ammirata per il suo design audace e il suo concetto rivoluzionario. Spianò la strada a futuri modelli Lamborghini a quattro posti,influenzando vetture come la Lamborghini LM002, la Urus e persino il concept Asterion.
Oggi l’Espada è la prova dell’audacia di Lamborghini nel rompere le convenzioni, dimostrando che una GT a quattro posti può avere l’anima di un toro infuriato.






specifiche
| Categoria | |
|---|---|
| Produzione | Serie I 1968 - 1970 Serie II 1970 - 1972 Serie III 1972 - 1978 |
| Costruzione | Serie I 186 unità Serie II 575 unità Serie III 456 unità |
| Designer | Marcello Gandini (Bertone) |
| Motore | V12 3,9 L, aspirato naturalmente |
| Potenza | Serie I 325 CV (242 kW) a 7.200 giri/min Serie II 350 CV (261 kW) a 7.500 giri/min Serie III 350 CV (261 kW) a 7.500 giri/min |
| Coppia | Serie I Non specificato Serie II Non specificato Serie III 395 Nm (291 lb-ft) a 5.500 giri/min |
| Trasmissione | Cambio manuale a 5 marce (automatica a 3 marce opzionale dal 1974) |
| Tipo di trazione | Trazione posteriore (RWD) |
| Accelerazione (0-100 km/h / 0-62 mph) | Serie I Non specificato Serie II Non specificato Serie III Circa 6,6 secondi |
| Velocità massima | Serie I Non specificato Serie II Non specificato Serie III Circa 250–260 km/h (155–162 mph) |
| Lunghezza | Serie I 4674 mm (184.0 in) Serie II 4740 mm (186.6 in) Serie III 4740 mm (186.6 in) |
| Larghezza | 1860 mm (73.2 in) |
| Altezza | 1185 mm (46.7 in) |
| Passo | 2650 mm (104.3 in) |
| Peso | Serie I 1480 kg (3263 lbs) Serie II 1700 kg (3748 lbs) Serie III 1635 kg (3605 lbs) |
| Capacità del serbatoio | ~95 L (25.1 US gal) |
| Tipo di ruote | Cerchi da 15 pollici Campagnolo a dado centrale o a cinque bulloni (Serie III) |
| Pneumatici anteriori e posteriori | 215/70 VR15 |
| Pneumatici | Pirelli Cinturato CN72 |
| Chassis | Monoscocca in acciaio stampato |
| Sospensione anteriore | Doppio braccio oscillante con molle elicoidali |
| Sospensione posteriore | Indipendente, doppio braccio oscillante |
| Freni | Serie I Dischi pieni (anteriore e posteriore) Serie II Dischi ventilati Girling (anteriore e posteriore) Serie III Dischi ventilati Girling (anteriore e posteriore) |
