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Il Passaggio Dimenticato verso il Futuro

 

Storia : Il sogno italiano reinventato a Detroit

Nel 1987, Lamborghini cambiò proprietà quando la Chrysler Corporation acquisì il celebre marchio italiano. Desiderosa di mostrare la sua nuova acquisizione e di esplorare
le sinergie tra ingegneria americana e design italiano, Chrysler decise di creare una concept car che rappresentasse la visione di una futura berlina Lamborghini.
Il risultato fu la Lamborghini Portofino, un’elegante concept a quattro porte presentata al Salone di Francoforte del 1987.

Anziché essere costruita in Italia, la Portofino fu sviluppata interamente negli Stati Uniti. Basata su una versione allungata del telaio della Jalpa e alimentata dallo stesso
motore V8 da 3,5 litri in posizione centrale, la Portofino era una radicale reinterpretazione di cosa potesse essere una Lamborghini – pratica, futuristica e lussuosa – ma
inequivocabilmente esotica. Fu anche il primo progetto assegnato al team del centro stile Pacifica di Chrysler, guidato dal designer Kevin Verduyn.

Sebbene la Portofino non entrò mai in produzione, servì da precursore stilistico e concettuale per la piattaforma LH di Chrysler dei primi anni '90. Più che una semplice show car,
la Portofino divenne un simbolo dell’ambizione transatlantica e della sperimentazione nel design.

Design : Una lama dal futuro

La Lamborghini Portofino rappresentava un audace salto nel linguaggio del design futuristico, unendo l’esotismo italiano con la praticità americana. Il concept originale di Kevin Verduyn,
conosciuto internamente come Navajo, si evolse nella Portofino sotto il marchio Lamborghini. La carrozzeria presentava angoli marcati, un passo lungo e un tetto estremamente basso,
un chiaro omaggio alle supercar a forma di cuneo che avevano definito gli anni d’oro di Lamborghini.

Uno degli aspetti più sorprendenti della Portofino era la sua configurazione a quattro porte “a forbice”. Tutte le porte si aprivano verso l’alto in modo spettacolare, un’estensione
delle iconiche porte stile Countach applicate a una berlina. L’ampia superficie vetrata, gli sbalzi ridotti e l’assetto largo conferivano alla Portofino un profilo futuristico senza pari.

All’interno, l’abitacolo presentava un cruscotto avvolgente, strumentazione digitale e quattro posti, il tutto racchiuso in un ambiente in pelle e innovazione. L’abitacolo combinava
tecnologie avanzate con l’ergonomia tipica di Chrysler, offrendo un’anteprima di ciò che sarebbero potute diventare le berline sportive di lusso degli anni ’90. Anche se non destinata
alla produzione di serie, la Portofino lasciò un’impronta duratura. Il suo DNA stilistico sarebbe poi riemerso in modelli come la Dodge Intrepid e l’Eagle Vision.

Esperienza di guida : Un concept in movimento

Sebbene la Lamborghini Portofino fosse principalmente uno studio di design e un modello espositivo, era molto più di una maquette statica. A differenza di molte concept car dell’epoca,
la Portofino era perfettamente funzionante e in grado di essere guidata. Sotto la sua pelle futuristica si trovava una versione modificata della meccanica della Jalpa, con motore V8 da 3,5 litri
centrale e cambio manuale a 5 marce.

Le prestazioni non erano l’obiettivo principale, bensì la raffinatezza e la visione. Tuttavia, la Portofino offriva una guida vivace. Il V8 erogava potenza sufficiente a muovere con sicurezza
il telaio allungato, e la posizione di guida bassa manteneva quel senso di teatralità tipico di Lamborghini. Con la sua ampia carreggiata e il bilanciamento centrale, l’auto offriva
una maneggevolezza sorprendente per un prototipo a forma di berlina.

Tuttavia, a causa della sua natura unica e della costruzione sperimentale, la Portofino fu raramente testata su strade pubbliche. La maggior parte dei suoi spostamenti avvenne in occasione
di eventi stampa o in ambienti controllati. Il suo valore non stava tanto nella velocità pura, quanto nel dimostrare che un design radicale poteva essere realizzato senza sacrificare
la funzionalità.

Curiosità : Un’auto, molte influenze

– La Lamborghini Portofino era basata su un telaio allungato della Jalpa, il che spiega la sua insolita configurazione a motore centrale e trazione posteriore per una berlina a quattro porte.
– Tutte e quattro le porte si aprivano verticalmente in stile forbice, una prima mondiale per una berlina. Questo tocco teatrale rendeva omaggio alla Countach e ridefiniva le regole
  delle concept car.
– Il design nacque originariamente come Chrysler Navajo, un concept futuristico a quattro porte disegnato presso il Pacifica Advanced Design Studio di Chrysler.
– Sebbene la Portofino sia rimasta un esemplare unico, il suo DNA stilistico ispirò direttamente la piattaforma LH di Chrysler. La Dodge Intrepid, la Chrysler Concorde e la Eagle Vision del 1993
  mostravano chiaramente elementi visivi derivati dalla Portofino, soprattutto nelle proporzioni cab-forward.
– Dopo il suo debutto mondiale al Salone di Francoforte del 1987, la Portofino fece il giro dei saloni internazionali e fu anche guidata brevemente in dimostrazioni per la stampa.
– La Portofino rischiò di andare perduta: fu danneggiata da un incendio durante un trasporto, ma fu poi restaurata da Chrysler e conservata come icona del design.
– Fu anche esposta nella mostra “Detroit Style: Car Design in the Motor City, 1950–2020” al Detroit Institute of Arts, dal 15 novembre 2020 al 9 gennaio 2022.
– Il prototipo Portofino è attualmente esposto presso la sede centrale di Chrysler ad Auburn Hills, Michigan.

Eredità : La Lambo che plasmò Chrysler

Anche se portava un toro furioso sul cofano, l’eredità della Lamborghini Portofino appartiene tanto a Detroit quanto a Sant’Agata. Non raggiunse mai la produzione, ma la sua influenza
si estese ben oltre lo stadio di concept. La Portofino divenne il modello di riferimento visivo per la radicale strategia di design “cab-forward” di Chrysler, che avrebbe definito
le berline del marchio negli anni '90 e nei primi anni 2000.

Per Lamborghini, la Portofino fu un simbolo di sperimentazione, la prova che il marchio poteva andare oltre le supercar a motore centrale e abbracciare altri formati senza perdere
la propria identità. Prefigurava l’idea di una berlina Lamborghini decenni prima del concept Estoque o dell’Urus di serie.

Per Chrysler, fu una svolta stilistica. La Portofino dimostrava che estetica audace, spazio interno ed efficienza aerodinamica potevano convivere. Fu un segnale di fiducia in un’epoca
in cui Chrysler cercava di reinventarsi.

Oggi, la Lamborghini Portofino resta un’affascinante capsula del tempo: un’auto nata da un momento unico della storia automobilistica, in cui l’ambizione americana incontrava
lo stile italiano. Non fu mai commercializzata, ma la sua eredità vive nell’evoluzione di entrambi i marchi.


 
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Specifiche


Categoria 
Anno del prototipo1987
Esemplari1 concept car (completamente funzionante)
DesignerKevin Verduyn (Chrysler Pacifica Studio)
MotoreV8 3,5 L DOHC (derivato dalla Jalpa)
Potenza255 CV (190 kW) a 7.000 giri/min
Coppia305 Nm (225 lb·ft) a 3.500 giri/min
Velocità massimaStimata a 240 km/h (149 mph)
TrasmissioneManuale a 5 marce
TrazionePosteriore
Lunghezza4.870 mm (191,7 in)
Larghezza1.980 mm (77,9 in)
Altezza1.140 mm (44,9 in)
Passo2.820 mm (111,0 in)
PesoCirca 1.400 kg (3.086 lbs)
Capacità serbatoio82 L (21,7 galloni US)
CerchiCerchi in lega esclusivi del Portofino
Pneumatici anteriori225/50 R15
Pneumatici posteriori285/40 R15
Marca pneumaticiPirelli P7
TelaioPiattaforma Jalpa allungata
Sospensione anterioreSospensione indipendente
Sospensione posterioreSospensione indipendente
FreniFreni a disco ventilati anteriori e posteriori