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La Prima Supercar del Mondo

 

Storia: La Nascita della Supercar

Nel 1966, Lamborghini stupì il mondo automobilistico con la presentazione della Miura — un’auto che ridefinì ciò che poteva essere una vettura ad alte prestazioni.
Sviluppata da un gruppo di giovani ingegneri al di fuori dell’orario di lavoro, la Miura rappresentava una rottura radicale con il passato, con una configurazione
del motore centrale trasversale più comune nelle auto da corsa che nelle granturismo stradali. Fu la prima vera supercar al mondo e non si limitò a fissare un nuovo standard — creò una categoria completamente nuova.

La Miura fu concepita da Gian Paolo Dallara, Paolo Stanzani e Bob Wallace, sotto la guida audace di Ferruccio Lamborghini. Il telaio fu presentato
al Salone di Torino del 1965, mentre la carrozzeria definitiva — disegnata dal giovane Marcello Gandini presso Bertone — debuttò a Ginevra l’anno seguente.
Stupenda in ogni dettaglio, la Miura divenne subito un’icona.

Nel 1970, il collaudatore Bob Wallace creò una versione sperimentale unica chiamata Miura Jota. Realizzata come evoluzione alleggerita e focalizzata sulla pista,
la Jota presentava una carrozzeria in alluminio, una significativa riduzione del peso, sospensioni aggiornate e modifiche al motore. Sebbene non fosse destinata alla produzione,
la Jota dimostrò tutto il potenziale della Miura e ispirò diverse versioni SVJ su richiesta di clienti. Tragicamente, l’originale andò distrutta in un incidente, ma la sua leggenda vive ancora oggi nella storia Lamborghini.

Design: Un Capolavoro in Movimento

La Miura non era solo veloce — era mozzafiato. La sua linea bassa, le curve drammatiche e i caratteristici fari con le “ciglia” la resero
un capolavoro istantaneo del design automobilistico. Le proporzioni compatte e grintose erano dettate dalla disposizione centrale del motore, che donava alla Miura una postura aggressiva ma elegante.
L’abitacolo, seppur stretto, era elegante, con una plancia avvolgente e sedili sportivi che evidenziavano lo spirito corsaiolo dell’auto.
La bellezza della Miura non era solo estetica. Ogni dettaglio era attentamente studiato per creare una granturismo emozionante, che sembrava veloce quanto realmente lo era.
La versione SV, introdotta nel 1971, raffinava ulteriormente il design con modifiche leggere ai fari, alla coda e con passaruota posteriori allargati.

Esperienza di Guida: Selvaggia e Indomita

Guidare una Miura era un’esperienza senza paragoni. Con il suo motore V12 da 3,9 litri montato trasversalmente proprio dietro al guidatore, l’auto offriva prestazioni
e dinamica di guida eccezionali. La Miura P400 originale sviluppava 350 CV, mentre le versioni P400S e P400SV arrivavano fino a 385 CV nella SV.
Poteva accelerare da 0 a 100 km/h in meno di 6 secondi e raggiungere una velocità massima di circa 280 km/h, dominando la sua categoria.

Ma la Miura non era solo questione di numeri — era emozione pura. L’urlo del V12, l’agilità del telaio e il legame diretto tra pilota e macchina
la rendevano un’esperienza elettrizzante. Richiedeva abilità e rispetto, ma sapeva premiare i guidatori esperti con sensazioni impareggiabili.

Curiosità

La configurazione del motore trasversale della Miura fu ispirata dalla Mini Cooper e contribuì a ridurre la lunghezza complessiva dell’auto.
Inizialmente, Ferruccio Lamborghini era contrario al progetto Miura, preferendo le GT, ma fu rapidamente convinto dall’entusiasmo suscitato.
Furono costruiti solo circa 764 esemplari della Miura, rendendola una delle Lamborghini più rare e desiderate di sempre.
L’auto compare nella scena iniziale del film del 1969 Un colpo all’italiana, diventando un’icona della cultura pop.
Alcune Miura SVJ vennero realizzate successivamente per rendere omaggio alla leggendaria Jota.

Eredità

La Miura cambiò tutto. Non mise solo Lamborghini sulla mappa — riscrisse la mappa stessa. La sua architettura rivoluzionaria, il design mozzafiato e le prestazioni
esagerate crearono un nuovo standard per le supercar, ancora valido oggi.

Oggi la Miura è considerata una delle auto più importanti mai realizzate, un punto di riferimento della storia dell’automobile che continua a ispirare
appassionati, collezionisti e designer in tutto il mondo. Che sia un pezzo da esposizione, un investimento o il sogno definitivo alla guida, la Miura resta il cuore e l’anima
della leggenda Lamborghini.


 
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specifiche


Categoria 
Produzione1966 – 1973
Esemplari prodottiP400 – 275 unità
P400S – 338 unità
P400SV – 150 unità
DesignerMarcello Gandini (Bertone)
Motore3,9 L (3929 cc) V12, DOHC, montato trasversalmente
PotenzaP400 – 350 CV (261 kW) a 7.000 giri/min
P400S – 370 CV (276 kW) a 7.000 giri/min
P400SV – 385 CV (287 kW) a 7.850 giri/min
Coppia400 Nm (295 lb-ft) a 5.000 giri/min
TrasmissioneCambio manuale a 5 marce
TrazionePosteriore (RWD)
Accelerazione (0–100 km/h)Circa 5,8 secondi (SV)
Velocità massima~280 km/h (174 mph)
Lunghezza4360 mm (171,7 in)
Larghezza1780 mm (70,1 in)
Altezza1050 mm (41,3 in)
Passo2500 mm (98,4 in)
Peso1292 kg (2849 lb)
Capacità serbatoio85 L (22,5 galloni USA)
CerchiCerchi in lega Campagnolo da 15 pollici
Pneumatici anteriori e posteriori215/70 VR15 (SV con pneumatici posteriori più larghi)
PneumaticiOriginariamente dotata di Pirelli Cinturato
TelaioMonoscocca in acciaio con sottotelaio posteriore
Sospensione anterioreIndipendente, bracci oscillanti, molle elicoidali, barra antirollio
Sospensione posterioreIndipendente, bracci oscillanti, molle elicoidali, barra antirollio
FreniFreni a disco su tutte le ruote (ventilati nella SV)