
Il MPV V12 che non è mai stato prodotto
Storia: Quando il Toro Rampante Provò a Trasportare una Famiglia
Nel 1988, Lamborghini e Bertone si unirono per uno degli esperimenti più audaci nella storia dell’automobile. Il risultato fu la Genesis, un monovolume di lusso unicoalimentato da un motore V12. In un’epoca in cui Lamborghini era sinonimo di supercar basse e design aggressivo, la Genesis si distingueva come un trasporto futuristico
che osava chiedersi: e se la praticità potesse portare il badge Lamborghini?
Sviluppata sotto la proprietà Chrysler, la Genesis non fu mai destinata alla produzione. Serviva invece come concept su ruote che sfumava i confini tra prestazioni e utilità,
lusso e sperimentazione. Non era solo un van, ma una visione radicale di cosa Lamborghini avrebbe potuto essere, se avesse scelto di scambiare le piste da corsa con i viaggi in famiglia.
Design: Quando il Wedge incontra il Wagon
Progettata da Bertone, la Genesis era unica nel suo genere. Il suo profilo a cuneo drammatico, le pieghe nette e le ampie superfici vetrate le conferivano un aspetto spaziale.Un parabrezza panoramico incontrava fianchi scolpiti e ampi passaruota posteriori, combinando le proporzioni di un monovolume con un flair italiano inconfondibile.
Ciò che distingueva davvero la Genesis era la configurazione delle porte: aperture a ali di gabbiano anteriori e porte scorrevoli posteriori, senza montanti centrali a intralciare.
Il risultato non era solo praticità, ma spettacolarità — i passeggeri entravano senza sforzo, senza dover salire.
All’interno, offriva un comfort da salotto per sei persone, con sedili individuali in pelle, display digitali e un layout raffinato che ricordava più una cabina di prima classe
che un trasporto familiare.
Era una visione lussuosa del movimento, progettata per trasportare le persone con la stessa presenza di una Countach in velocità.
Esperienza di guida: Un V12 sotto la superficie
Sotto la sua carrozzeria non convenzionale, la Genesis era puro Lamborghini. Prendeva in prestito il V12 da 5,2 litri della Countach Quattrovalvole, con una potenza di 455 CVe la trasmissione alle ruote posteriori.
Il motore era posizionato in posizione centrale posteriore — una scelta audace per un veicolo così grande, ma in linea con il DNA prestazionale di Lamborghini.
Al posto del cambio manuale, era presente una trasmissione automatica a tre marce, pensata più per il comfort che per i tempi sul giro. Non sono mai stati rilasciati dati ufficiali sulle prestazioni,
ma con tanta potenza e un design relativamente leggero, la Genesis non era certamente lenta.
Anche se non ha mai ruggito sulle strade pubbliche, ha dimostrato che anche un monovolume può portare l’anima di una supercar — almeno quando a guidarlo c’è Lamborghini.
Curiosità: Un Van per Dominarli Tutti
– La Genesis è l’unico MPV mai costruito da Lamborghini — un vero pezzo unico senza successori.– Il suo motore proveniva direttamente dalla leggendaria Countach: un V12 5,2L da 455 cavalli.
– Le porte anteriori ad ali di gabbiano e le porte scorrevoli posteriori creavano una delle esperienze di accesso più drammatiche mai viste in un van.
– Presentava una configurazione a motore centrale — una configurazione estremamente rara per un veicolo a sei posti.
– L’interno della Genesis comprendeva sei sedili individuali, tutti finemente rifiniti e regolabili indipendentemente.
– Il suo design ha influenzato diversi studi successivi di Bertone e ha lasciato un segno sottile sui futuri MPV e crossover.
Eredità: Uno Sguardo alla Strada Non Presa
La Lamborghini Genesis rimane una delle creazioni più inaspettate nella storia del marchio. Non ha portato a un modello di produzione, né ha generato un nuovo segmento per l’azienda.Ma ha lasciato un’impressione duratura, simbolo di quanto la creatività di Lamborghini potesse estendersi una volta liberata dalle convenzioni.
Oggi, la Genesis vive nella collezione storica di Bertone, apparendo occasionalmente nelle esposizioni per ricordare agli appassionati che a volte le idee più audaci sono quelle
che non vengono mai realizzate.
È un veicolo che sfida le aspettative, posizionandosi con orgoglio come prova che il toro rampante non ha mai avuto paura di caricare nell’ignoto.
Nota
La foto in alto è stata scattata all’Auto Moto d’EPOCA Bologna 2024.





Specifiche
| Categoria | |
|---|---|
| Anno Prototipo | 1988 |
| Unità costruite | 1 prototipo (completamente funzionante) |
| Designer | Marc Deschamps (Bertone) |
| Motore | V12 5,2L DOHC (Countach Quattrovalvole) |
| Potenza | 455 CV (339 kW) @ 7.000 giri/min |
| Coppia | 500 Nm (369 lb·ft) @ 5.200 giri/min |
| Velocità massima | Stimata 250 km/h (155 mph) |
| Trasmissione | Automatica a 3 rapporti |
| Trazione | Posteriore |
| Lunghezza | 4.990 mm (196,5 in) |
| Larghezza | 2.020 mm (79,5 in) |
| Altezza | 1.550 mm (61,0 in) |
| Passo | 3.000 mm (118,1 in) |
| Peso | Circa 1.800 kg (3.968 lbs) |
| Capacità carburante | 90 L (23,8 US gal) |
| Ruote | Cerchi in lega a 5 razze |
| Pneumatici anteriori | 245/50 VR17 |
| Pneumatici posteriori | 275/50 VR17 |
| Marca pneumatici | Pirelli P Zero |
| Telaio | Telaio a struttura tubolare in acciaio |
| Sospensione anteriore | Doppio braccio oscillante indipendente |
| Sospensione posteriore | Doppio braccio oscillante indipendente |
| Freni | Freni a disco ventilati anteriori e posteriori |
