
Prototipo in Mimetica
Storia: I primi passi fuori dall’asfalto
La Lamborghini Cheetah è uno dei veicoli più insoliti mai prodotti con l’emblema del toro infuriato. Diversamente dalle celebri auto sportive esotiche del marchio,la Cheetah rappresentava un tentativo di entrare nel mondo dei veicoli militari fuoristrada. Progettata in risposta a un bando dell’esercito americano, segnò
la prima incursione di Lamborghini nella trazione integrale, un passo che avrebbe successivamente influenzato lo sviluppo della LM002.
A metà degli anni ’70, l’esercito americano cercava un veicolo tattico ad alta mobilità, attirando l’interesse di diversi costruttori. Lamborghini, in collaborazione
con la società americana di difesa Mobility Technology International (MTI), sviluppò la Cheetah nel 1977. Il concetto era semplice: un veicolo robusto, adatto a
tutti i terreni e con durabilità di livello militare.
La Cheetah era alimentata da un motore Chrysler LA V8 da 5,9 litri montato posteriormente, che erogava 180 cavalli, abbinato a un cambio automatico a tre rapporti.
La carrozzeria in vetroresina era montata su un telaio in acciaio tubolare e, nonostante le dimensioni, fu progettata per essere agile in condizioni fuoristrada.
Tuttavia, la scelta di posizionare il motore nel posteriore rese difficile la maneggevolezza, compromettendo la distribuzione dei pesi e l’equilibrio su terreni accidentati.
Purtroppo, la Cheetah non entrò mai in produzione. Durante i test non soddisfò i requisiti dell’esercito americano e le sue prestazioni furono inferiori a quelle dei concorrenti.
Il progetto soffrì anche di problemi legali, a causa della somiglianza con il FMC XR311, il che portò ad accuse di violazione di copyright. Alla fine, il progetto venne cancellato
e Lamborghini subì perdite economiche. Fu costruito un solo prototipo, rendendolo uno dei pezzi più rari della storia del marchio.
Design: Costruita per la battaglia, pensata per sopravvivere
La Lamborghini Cheetah si discostava completamente dal linguaggio stilistico tradizionale del marchio, fatto di linee basse e filanti, per abbracciare un’esteticautilitaria e robusta, richiesta dalle applicazioni militari. Il prototipo presentava una larga carrozzeria in vetroresina dalle forme angolari, superfici piatte e
quasi nessun dettaglio estetico—funzione prima della forma. Il profilo squadrato, il lungo passo e l’elevata altezza da terra le conferivano una presenza imponente,
mentre la configurazione con motore centrale posteriore risultava insolita per un fuoristrada.
La carrozzeria era pensata per offrire visibilità e resistenza in ambienti ostili. I grandi finestrini garantivano ottima visibilità, mentre tetto e portiere erano rimovibili
per consentire configurazioni versatili. Il frontale era dotato di fari rettangolari semplici e una griglia piatta, conferendo alla Cheetah un aspetto essenziale e funzionale.
Nonostante la somiglianza con altri prototipi militari dell’epoca, manteneva un certo stile italiano nelle proporzioni e nell’atteggiamento.
All’interno, l’abitacolo era spartano e pratico, con spazio per quattro passeggeri. I comandi erano essenziali, in linea con l’uso previsto in contesti militari o operativi estremi.
Nonostante il DNA di Lamborghini nel lusso e nelle prestazioni, lo stile della Cheetah era interamente guidato dal suo obiettivo: prima l’utilità, poi l’estetica.
Sebbene non sia mai entrata in produzione, la Cheetah gettò le basi per i futuri progetti off-road di Lamborghini. Elementi della sua piattaforma e configurazione
generale influenzarono i modelli LM001 e LM002, dimostrando che anche un prototipo di breve durata può lasciare un’impronta duratura.
Esperienza di guida: Spinta dall’ambizione, ostacolata dal design
Guidare la Lamborghini Cheetah era un’esperienza completamente diversa rispetto alle classiche supercar basse del marchio. La Cheetah era un veicolo grande,alto e pensato per i terreni difficili più che per le curve veloci.
Il motore V8 Chrysler da 180 CV offriva una buona coppia, ma con oltre due tonnellate di peso, l’accelerazione era lenta. Il motore posteriore la rendeva soggetta al sovrasterzo,
soprattutto su superfici sconnesse, rendendola difficile da controllare nelle manovre strette. Il cambio automatico era funzionale ma poco coinvolgente,
più adatto a un camion che a un mezzo sportivo. Nonostante i suoi limiti, la Cheetah mostrava buone potenzialità in fuoristrada, e con un design affinato avrebbe potuto
essere un concorrente credibile in ambito militare.
Curiosità
La Lamborghini Cheetah influenzò direttamente il design della Lamborghini LM002, che portò con successo il marchio nel mondo off-road negli anni ’80.Il prototipo esiste ancora oggi ed è stato esposto in diversi eventi automobilistici, rendendolo una delle Lamborghini più rare.
La Cheetah è uno dei pochi modelli Lamborghini a non essere stati progettati in Italia: gran parte dell’ingegneria fu americana, grazie alla collaborazione con MTI.
Eredità
Anche se la Lamborghini Cheetah fu un fallimento commerciale, resta un capitolo affascinante nella storia del marchio. Fu un tentativo ambizioso ma imperfettodi entrare nel mondo dei veicoli militari fuoristrada, in netto contrasto con le eleganti auto ad alte prestazioni per cui Lamborghini è famosa. Nonostante l’insuccesso,
la Cheetah aprì la strada alla LM002, dimostrando che anche gli errori possono portare a successi futuri. Oggi, l’unico esemplare esistente ricorda la volontà di Lamborghini
di sperimentare e spingersi oltre i limiti, anche in direzioni inaspettate.
Serie LM spiegata: numerazioni fuorvianti
La serie LM di Lamborghini può confondere, poiché la numerazione non segue un ordine logico. Ecco una panoramica rapida:Cheetah (1977) – Il concept fuoristrada originale, sviluppato per l’esercito USA con motore V8 posteriore Chrysler. Fallito, prototipo distrutto.
LM001 (1981) – Versione rivisitata con V8 AMC posteriore, ma problemi di guida ne decretarono la cancellazione.
LMA002 (1982) – Primo LM con motore anteriore (V12 Countach), vera base per il LM002.
LM003 Diesel (1983, solo prototipo) – Veicolo sperimentale con motore diesel VM Motori, abbandonato rapidamente per scarse prestazioni.
LM004 (1983, solo prototipo) – Versione speciale con V12 da 7,2L derivato da motoscafi. Solo un esemplare.
LM002 (1986-1993) – Modello di produzione con V12 Countach, divenuto il leggendario "Rambo Lambo".
LM003 Borneo (1996) – Prototipo realizzato da MegaTech.






Specifiche
| Categoria | |
|---|---|
| Produzione | 1977 |
| Unità costruite | 1 unità |
| Designer | MTI (Mobility Technology International) |
| Motore | V8 5,9 L Chrysler |
| Potenza | Circa 180 CV (134 kW) |
| Coppia | Non documentata ufficialmente |
| Trasmissione | Automatica a 3 rapporti |
| Tipo di trazione | Trazione posteriore (RWD) |
| Accelerazione (0-100 km/h / 0-62 mph) | Non disponibile |
| Velocità massima | Stimata 160 km/h (99 mph) |
| Lunghezza | 4870 mm (191,7 in) |
| Larghezza | 2000 mm (78,7 in) |
| Altezza | 1676 mm (66 in) |
| Passo | 2990 mm (117,7 in) |
| Peso | 2042 kg (4500 lbs) |
| Capacità carburante | Non documentata |
| Tipo di ruote | Ruote in acciaio off-road |
| Pneumatici anteriori e posteriori | Pneumatici militari off-road |
| Pneumatici | Non specificati |
| Telaio | Telaio tubolare in acciaio |
| Sospensione anteriore | Indipendente, molle a spirale |
| Sospensione posteriore | Indipendente, molle a spirale |
| Freni | Freni a disco (anteriore e posteriore) |
