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Il Concept Audace che Non Fu Mai

 

Storia: Una visione radicale del futuro

Nel 1974, Lamborghini e Bertone presentarono la Lamborghini Bravo, un prototipo sorprendente che lasciava intravedere una possibile sportiva entry-level del marchio.
Disegnata dal leggendario Marcello Gandini, la Bravo era pensata come un’alternativa più piccola e accessibile alla Urraco. Con la sua forma a cuneo,
dimensioni compatte e assetto aggressivo, la Bravo incarnava lo stile futuristico degli anni '70.

Basata sul motore V8 da 3,0 litri della Urraco P300, la Bravo sviluppava 300 CV e prometteva un’esperienza di guida entusiasmante. A differenza di molte concept car,
non era solo un esercizio di stile: Lamborghini la testò a fondo, percorrendo oltre 40.000 km. Nonostante il potenziale, la Bravo non entrò mai in produzione
a causa di vincoli finanziari, lasciando un unico prototipo come testimonianza di ciò che avrebbe potuto essere.

Design: Futurismo a cuneo, dentro e fuori

La Lamborghini Bravo è uno degli esempi più audaci del futurismo automobilistico degli anni '70. Creata da Marcello Gandini per Bertone, la vettura presentava
la tipica forma a cuneo dell’epoca, con linee affilate e proporzioni geometriche marcate. Il suo profilo ribassato, con un’altezza di soli 1.070 mm,
le conferiva un aspetto estremo, quasi da astronave. La carrozzeria era scolpita con pieghe nette e ampie superfici vetrate a filo, comprese le iconiche
finestre laterali trapezoidali che divennero una delle sue firme visive.

All’anteriore, la Bravo sfoggiava fari a scomparsa e una griglia minimalista affiancata da prese d’aria aggressive, mentre il posteriore presentava un design
piatto e largo con feritoie e una coda incassata, accentuando le linee orizzontali della vettura. Il concept era equipaggiato con cerchi in lega Campagnolo
a cinque razze, in linea con il suo aspetto futuristico. La verniciatura giallo dorato del modello di debutto ne esaltava la presenza audace e completava
la sua estetica radicale.

All’interno, l’abitacolo della Bravo riprendeva i temi angolari dell’esterno. Il cruscotto era basso e piatto, con strumenti quadrati incassati e interruttori
a levetta disposti in modo pulito e orientato al conducente. I sedili erano sottili ma avvolgenti, con poggiatesta integrati e rivestiti in giallo abbinato,
creando un ambiente interno coerente. Anche il volante seguiva un tema geometrico, contribuendo alla sensazione avanguardista della vettura. Sebbene spartano
secondo gli standard odierni, l’interno della Bravo era altamente originale, puntando più sull’impatto visivo e l’innovazione che sul lusso.

Esperienza di guida: Un missile compatto su ruote

Essendo una concept car realmente funzionante, la Bravo fu ampiamente testata su strada da Bertone. La dinamica di guida era descritta come agile, grazie al
baricentro basso e al passo corto che la rendevano molto maneggevole. Nonostante fosse un prototipo, la Bravo era dotata di componenti funzionali,
inclusa la sospensione indipendente, rendendola più simile a un prototipo pre-produzione che a una semplice vettura da esposizione.

Sebbene non sia mai stata venduta al pubblico, il suo telaio leggero e il potente V8 promettevano una guida coinvolgente. Con uno 0-100 km/h previsto in circa
6 secondi e una velocità massima di circa 270 km/h, la Bravo avrebbe potuto competere con la Ferrari Dino 308 GT4.

Il design ribassato e il passo corto la rendevano probabilmente molto reattiva, ideale per affrontare curve strette.

Curiosità

I distintivi cerchi in lega a cinque fori della Bravo hanno in seguito ispirato il design delle ruote dei modelli Lamborghini di serie.
Nonostante fosse una concept car, fu sottoposta a oltre 40.000 km di test, dimostrando l’interesse concreto di Lamborghini per il progetto.
La Bravo era pensata come una Lamborghini accessibile, proprio come lo sarebbero state in seguito Gallardo e Huracán.
Oggi l’unico prototipo Bravo esistente è conservato nella collezione Bertone.

Eredità: La Lamborghini del “cosa sarebbe successo se...”

La Bravo rimane una delle “what-if car” più affascinanti della storia di Lamborghini. Se fosse entrata in produzione, avrebbe potuto rappresentare un’alternativa
valida nel segmento delle piccole sportive degli anni '70. Invece, rimane una reliquia spettacolare di un’epoca in cui il design audace e l’innovazione
definivano l’identità del marchio.
La Bravo avrebbe avuto successo se Lamborghini l’avesse costruita? Solo la storia può dirlo, ma una cosa è certa: è stata un’altra opera d’arte
di Marcello Gandini che ha fatto sognare generazioni di appassionati.


 
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specifiche


Categoria 
Produzione1974 – Concept unico
Costruzione1 unità
DesignerMarcello Gandini (Bertone)
MotoreV8 3.0 L, centrale posteriore, trasversale
Potenza300 CV (224 kW) @ 7.800 giri/min
CoppiaCirca 275 Nm (203 lb-ft)
TrasmissioneManuale a 5 marce
Tipo di trazioneTrazione posteriore (RWD)
Accelerazione (0-100 km/h / 0-62 mph)N/D (Prototipo, non testato ufficialmente)
Velocità massimaStimata 280 km/h (174 mph)
Lunghezza3750 mm (147,6 in)
Larghezza1880 mm (74,0 in)
Altezza1.070 mm (42,1 in)
Passo2.270 mm (89,4 in)
PesoCirca 1.085 kg (2.392 lbs)
Capacità serbatoioN/D
Tipo di ruoteCerchi in lega Campagnolo a 5 razze
Pneumatici anteriori e posteriori195/50 R15 (anteriore) - 215/60 R15 (posteriore) (circa, basato sulla configurazione Urraco)
PneumaticiPirelli CN36 d’epoca (concettuale)
TelaioMonoscocca in acciaio con roll-bar integrato
Sospensione anterioreDoppio braccio oscillante indipendente
Sospensione posterioreDoppio braccio oscillante indipendente
FreniDischi ventilati (anteriore e posteriore)