
Il Toro Sottovalutato
Storia : Un piccolo toro con grandi ambizioni
La Lamborghini Urraco è spesso oscurata dai suoi fratelli più celebri, ma questa sportiva 2+2 con motore centrale ha giocato un ruolo cruciale nella storia della casa.Introdotta all'inizio degli anni '70, era la risposta di Lamborghini alla Ferrari Dino e alla Porsche 911, offrendo un'esperienza italiana esotica in un pacchetto più pratico.
L'Urraco fu presentata per la prima volta al Salone di Torino del 1970, progettata per essere una Lamborghini più accessibile in grado di competere nel mercato crescente
delle auto sportive ad alte prestazioni. La produzione iniziò nel 1972 e continuò fino al 1979, con circa 791 esemplari costruiti in totale, anche se i numeri precisi
per ciascuna versione variano leggermente secondo le fonti storiche.
A differenza di Miura e Countach, dotate di grossi motori V12, l'Urraco era alimentata da un V8, diventando così la prima Lamborghini di serie con motore V8. Il nome “Urraco”
segue la tradizione Lamborghini di nominare le vetture secondo razze di tori da combattimento, in questo caso una nota per agilità e forza.
L’Urraco fu prodotta in tre principali versioni:
P200: Introdotta nel 1975 per il mercato italiano, con un V8 da 2,0 litri e 182 CV.
P250: Il modello originale del 1972, con V8 da 2,5 litri e 220 CV.
P300: Lanciata nel 1975 con V8 da 3,0 litri, portando la potenza a 250 CV e migliorando l'affidabilità.
Design : Il wedge di Gandini in scala ridotta
Disegnata dal leggendario Marcello Gandini per Bertone, l’Urraco presentava una carrozzeria a cuneo che definì l’estetica Lamborghini degli anni ’70. Le linee affilate,la copertura posteriore motore con feritoie e i fari a scomparsa le conferivano un aspetto aggressivo e distintivo. Diversamente da altre Lamborghini dell’epoca, l’Urraco offriva
una configurazione 2+2, rendendola più pratica rispetto ai modelli a due posti secchi.
L’abitacolo era tipicamente italiano, con una plancia orientata verso il guidatore, strumenti incassati e il classico cambio manuale a griglia. Tuttavia, i primi modelli
soffrivano di problemi qualitativi, soprattutto a livello elettrico ed ergonomico, risolti poi nella versione P300.
Esperienza di guida : Precisione prima della brutalità
Con un telaio leggero e motore centrale, l’Urraco offriva un'esperienza di guida coinvolgente. Il V8, abbinato a un cambio manuale a 5 marce,garantiva un’accelerazione brillante, e la tenuta era precisa grazie alle sospensioni indipendenti e all’equilibrata distribuzione dei pesi.
Pur non essendo veloce e radicale come la Countach né rivoluzionaria come la Miura, l’Urraco offriva una guida più accessibile e piacevole. Tuttavia, come molte
sportive italiane dell’epoca, la sua affidabilità era limitata, con frequenti problemi elettrici e necessità di regolazioni al carburatore.
Curiosità : L’outsider della mandria
Il nome Urraco segue la tradizione Lamborghini di usare nomi di tori da combattimento; l’Urraco era una razza nota per la sua tenacia.Il cruscotto dell’Urraco presentava un design unico e curvo che avvolgeva il guidatore.
Solo 21 esemplari della Urraco P200 furono costruiti, esclusivamente per il mercato italiano, a causa delle tasse sulla cilindrata.
L’Urraco influenzò direttamente i successivi modelli Lamborghini come la Silhouette e la Jalpa.
Alcuni considerano l’Urraco come la progenitrice spirituale della Gallardo, essendo il primo tentativo della casa di produrre un modello “entry-level”.
James May di Top Gear lodò l’Urraco per la sua guida grezza e coinvolgente, nonostante i difetti.
Eredità : Un pioniere dimenticato
La Lamborghini Urraco non ha raggiunto lo status leggendario della Miura o della Countach, ma ha posto le basi per le future sportive entry-level del marchio.Introdusse nuove soluzioni tecniche, aprì la strada a un pubblico più ampio e dimostrò che Lamborghini poteva offrire non solo prestazioni estreme,
ma anche praticità e piacere di guida in un formato più compatto.
Il suo design audace, l’approccio innovativo e la dinamica di guida la rendono oggi una classica affascinante. L’Urraco è un gioiello da collezione,
apprezzato per la sua unicità e per il ruolo che ha avuto nell’evoluzione della storia Lamborghini.






specifiche
| Categoria | |
|---|---|
| Produzione | P200 1975 - 1979 P250 1972 - 1976 P300 1975 - 1979 |
| Esemplari prodotti | P200 66 unità P250 520 unità P300 190 unità |
| Designer | Marcello Gandini (Bertone) |
| Motore | P200 V8 2,0 L, DOHC P250 V8 2,5 L, DOHC P300 V8 3,0 L, DOHC |
| Potenza | P200 182 CV a 7.500 giri/min P250 220 CV a 7.500 giri/min P300 250 CV a 7.500 giri/min |
| Coppia | a 3.500 giri/min |
| Trasmissione | Manuale a 5 marce |
| Trazione | Posteriore (RWD) |
| Accelerazione (0-100 km/h) | P200 7,2 s P250 6,9 s P300 5,6 s |
| Velocità massima | P200 215 km/h P250 230 km/h P300 250 km/h |
| Lunghezza | 4250 mm (167,3 in) |
| Larghezza | 1765 mm (69,5 in) |
| Altezza | 1150 mm (45,3 in) |
| Passo | 2450 mm (96,5 in) |
| Peso | 1130 kg (2491 lbs) |
| Capacità serbatoio | 80 litri (21,1 US gal) |
| Tipo di cerchi | Cerchi in lega Campagnolo da 14 pollici |
| Pneumatici anteriori e posteriori | 195/70 VR14 (anteriore) - 205/70 VR14 (posteriore) |
| Pneumatici | Pirelli Cinturato |
| Telaio | Monoscocca in acciaio con sottotelai |
| Sospensioni anteriori | Indipendenti, montanti MacPherson, molle elicoidali |
| Sospensioni posteriori | Indipendenti, montanti MacPherson, molle elicoidali |
| Freni | Freni a disco ventilati (anteriore e posteriore) |
