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p140

Echi di una visione irrealizzata

 

Storia: Il sussurro V10 che risvegliò una leggenda

All'inizio degli anni '90, mentre il fragore dei motori V12 Lamborghini riecheggiava nel mondo delle supercar, una rivoluzione silenziosa stava prendendo forma dietro le quinte. La P140
nacque non come modello di produzione, ma come audace esperimento, un sussurro di cambiamento in un'epoca dominata dal rombo dei dodici cilindri.
Questo prototipo rappresentava una chiara rottura con la tradizione. Mentre modelli precedenti come la Jalpa si affidavano a un grintoso V8, la P140 spinse Lamborghini in un territorio
inesplorato con un nuovo motore V10 — segno che il marchio era pronto ad andare oltre le formule consolidate.

Concepita sotto la guida degli ingegneri visionari di Lamborghini, la P140 puntava a tracciare una nuova rotta — una supercar V10 a motore centrale capace di unire potenza brutale
e agilità raffinata. Il prototipo elegante debuttò nel 1992, offrendo uno sguardo su un futuro in cui Lamborghini avrebbe ripensato la propria identità.

Eppure, nonostante le sue promesse, la P140 rimase nell’ombra, il suo rombo messo a tacere dai cambiamenti societari e dalle turbolenze dell’industria automobilistica. Vincoli finanziari,
cambi di proprietà e l’arrivo di una nuova dirigenza in Lamborghini fecero sì che questo sogno restasse silenzioso nei saloni d’esposizione.

Tuttavia, lo spirito della P140 non si spense. Pose le basi tecniche e concettuali per ciò che sarebbe arrivato, con il suo V10 che si evolse e maturò fino a trovare finalmente casa
anni dopo nella Gallardo, l’auto che avrebbe ridefinito Lamborghini per una nuova generazione.

La P140 resta una testimonianza di ambizione e innovazione — un’eco di una visione non realizzata, ma mai dimenticata.

Design: Scolpire il futuro con il battito di un V10

Il design della P140 era un passo audace verso il futuro, combinando la classica forma a cuneo aggressiva di Lamborghini con raffinatezze moderne e sinuose. Dove i modelli del passato
sfoggiavano angoli spigolosi e brutali, la P140 introdusse una silhouette più levigata — aerodinamica ma indiscutibilmente feroce.

Il muso affilato e la carreggiata ampia trasmettevano potenza e precisione, mentre le curve morbide ammorbidivano le linee abbastanza da suggerire l’equilibrio tra forza e agilità.
Il layout a motore centrale non era solo una scelta tecnica: consentiva ai designer della P140 di giocare con le proporzioni, suggerendo movimento anche da ferma.

All’interno, l’abitacolo presentava un’impostazione ergonomica orientata al conducente, con un layout minimalista ma funzionale. Il design anticipava il futuro degli interni Lamborghini:
puliti, essenziali e rifiniti con materiali pregiati che comunicavano lusso senza eccessi.

Dettagli unici, come le prese d’aria integrate con cura e lo spoiler posteriore discreto, univano forma e funzione — un linguaggio stilistico che sussurrava innovazione anziché gridarla.
La P140 non era solo un concept: era una visione di ciò che Lamborghini poteva diventare, fondendo tradizione e stile proiettato nel futuro.

Sebbene non sia mai entrata in produzione, molti degli elementi stilistici della P140 sopravvissero, ispirando le linee di modelli successivi, in particolare della Gallardo — la prima Lamborghini
a portare su strada il sogno del V10.

Esperienza di guida: Uno sguardo oltre il sipario

Sebbene la P140 non sia mai entrata in produzione, il suo prototipo era molto più di un’esposizione statica — era stato costruito per essere guidato, per testare i limiti della nuova filosofia
V10 di Lamborghini. Sotto l’estetica scolpita batteva un motore che sussurrava anziché ruggire, offrendo un tipo diverso di emozione rispetto al tradizionale rombo del V12.

Il motore V10 offriva un equilibrio tra risposta rapida e fluidità nell’erogazione della potenza. Il layout centrale conferiva alla P140 un’agilità e una compostezza notevoli, anticipando
la maneggevolezza precisa che sarebbe diventata un marchio di fabbrica delle future Lamborghini.

Al volante, il pilota sperimentava una connessione intima con l’auto, grazie a un telaio tarato per il massimo coinvolgimento. Il cambio manuale invitava alla partecipazione attiva,
permettendo alle mani esperte di ottenere il meglio dal motore e dal telaio.

Sebbene le prestazioni ufficiali restino avvolte nel mistero, i primi riscontri degli ingegneri lodavano il potenziale del prototipo: un’auto capace di coniugare l’uso quotidiano con
il brivido da supercar. La P140 era una promessa silenziosa, un preludio al piacere di guida che Lamborghini avrebbe perfezionato negli anni successivi.

Anche se il suo tempo su strada fu limitato, l’eredità dinamica della P140 vive nell’anima di ogni Lamborghini V10 venuta dopo.

Curiosità: I segreti dell’innovatore silenzioso

– La P140 fu il primo prototipo Lamborghini dotato di motore V10, aprendo la strada al futuro oltre il tradizionale V12.
– Il suo V10 fu sviluppato inizialmente in collaborazione con gli ingegneri Audi, anni prima che Audi acquisisse Lamborghini.
– A differenza di molte concept car, la P140 era completamente funzionante e guidabile, usata intensamente per test e sviluppo.
– Il design segnava una svolta radicale rispetto alle linee spigolose degli anni ’80, anticipando forme più fluide e aerodinamiche.
– Pur non essendo mai entrata in produzione, la P140 influenzò profondamente la Lamborghini Gallardo, diventata il modello più venduto del marchio.
– Furono costruiti solo pochi prototipi, rendendo la P140 una delle Lamborghini più rare mai realizzate.
– Il progetto fu accantonato a causa di difficoltà economiche e cambi di proprietà, ritardando il debutto del V10 di diversi anni.
– Il prototipo bianco è il più noto e viene spesso esposto al Museo Lamborghini di Sant’Agata Bolognese. Un altro esemplare rosso è apparso in alcune esposizioni,
  mentre un terzo, arancione, rimane tuttora introvabile.

Eredità: Il ruggito mai udito che ha forgiato una leggenda

Anche se la P140 non raggiunse mai la produzione, il suo spirito risuona fortemente nella storia di Lamborghini. Fu il ponte tra la tradizione e la trasformazione, ponendo in silenzio
le basi del futuro del marchio.
Il motore V10 sviluppato per la P140 trovò infine casa nella Lamborghini Gallardo, un modello che diventò il più venduto e ridefinì l’identità del marchio nel nuovo millennio.

La filosofia di design della P140 — fondere aggressività e raffinatezza — ispirò l’evoluzione stilistica di Lamborghini verso supercar più aerodinamiche, mantenendo il marchio
competitivo e rilevante.

La sua storia è una testimonianza dell’innovazione nata dalle difficoltà — il promemoria che anche i sogni rimandati possono ruggire più forte con il tempo.

Oggi la P140 è simbolo della volontà di Lamborghini di evolversi restando fedele al proprio spirito feroce, echeggiando silenziosamente ma con forza in ogni V10 che l’ha seguita.


 
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Specifiche


Categoria 
Anno del prototipo1992
Produzione3 prototipi (completamente funzionanti)
DesignerMarcello Gandini
MotoreV10 4.0L DOHC
Potenza400 CV (298 kW) a 8.000 giri/min
Coppia400 Nm (295 lb·ft) a 4.800 giri/min
Velocità massimaStimata 300 km/h (186 mph)
TrasmissioneManuale a 5 marce
TrazionePosteriore
Lunghezza4.280 mm (168,5 in)
Larghezza1.880 mm (74,0 in)
Altezza1.150 mm (45,3 in)
Passo2.500 mm (98,4 in)
PesoCirca 1.400 kg (3.086 lbs)
Capacità serbatoio80 L (21,1 US gal)
CerchiCerchi in lega a 5 razze
Pneumatici anteriori225/45 ZR17
Pneumatici posteriori275/40 ZR17
Marca pneumaticiPirelli P Zero
TelaioTelaio tubolare in acciaio
Sospensione anterioreDoppio braccio oscillante indipendente
Sospensione posterioreDoppio braccio oscillante indipendente
FreniDischi ventilati anteriori e posteriori